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4 février Me-TubeUn treno lungo, vuoto e veloce.
Altro week-end romano alle spalle.
-Dove lo porti?-, aveva chiesto la mamma.
-Cose da uomini-, aveva risposto Libero Parri,
e da lì Ultimo non si era fatto più domande perchè se hai cinque anni e tuo padre ti porta con sé, in quel modo, sei felice e basta. Per cui aveva corricchiato dietro di lui fino al bivio per Rabello. L'aveva fatto senza sapere che per infinite volte, da grande, avrebbe rivisto quella immagine, proprio quella: la sagoma massiccia del padre che camminava a grandi passi davanti a lui, contro il volo della nebbia mattutina, senza mai voltarsi né per aspettarlo ne per controllare che ci fosse ancora. In quella severità, e in quella assenza totale di dubbi, vi era quanto suo padre gli aveva insegnato dell'essere padri: che è saper camminare, senza mai voltarsi. Camminare il passo lungo degli adulti, senza pietà, ma un passo limpido e regolare, perchè tuo figlio possa capirlo e starci accanto, nonostante il suo passo bambino. E farlo senza mai voltarsi, se ne avrai la forza: perchè lui sappia che non si perderà, e che camminare insieme è destino di cui non bisogna mai dubitare, giacchè è scritto nella terra.
Ho rivisto Roma, e l'ho fatto con gli occhi più belli. S. Grazie per la magnifica passeggiata (quattro ore indimenticabili in giro per Roma a piedi). Ferdinandaway, Grazie per l'ospitalità e per la pazienza. Alessandra, grazie per l'aperitivo a freni, frizioni, pistoni etc etc. 25 janvier Caldo di scirocco.Passano lenti questi giorni. Giorni di malattia. Un dolore forte nel petto mi ricorda quanto io, in realtà, sia debole. Soffoco da sempre il mio dolore e mi fa rabbia che mai nessuno se ne sia accorto, mai nessuno abbia cercato di vedere cosa ci fosse dietro quella maschera da ebete che indossavo per le occasioni più importanti, mai nessuno. Dolore. Come caldo di scirocco avvampa, evapora le mie lacrime incapaci di mostrarsi soffoca le mie inutili richieste di aiuto. Ho regalato molte risa ma non ho mai riso. Non conosco la felicità, ma un costante senso di vuoto ed una costante necessità di colmarlo. Piango, dentro; non lo diresti e invece... 7 janvier GreyLine, so far. (reprise)Indomito. Riapro gli occhi sul mio mare e rinasco. Mille chilometri dalla noia. Me stesso ieri, oggi e per qualche giorno ancora. 1 novembre GreyLine, so far.E' un lungo viaggio. Come affacciato al finestrino d'un treno, osservo. Muto il Mutevole paesaggio. Case boschi laghi e bambini bricioline di vita consumate nell'attimo. Gli occhi sono un'arma potente. Fendono tele di tempo, ne raccolgono i coriandoli li consegnano all'eterno. Io riflesso-rifletto Così estraneo e poco amalgamato. 16 octobre GreyLine, so far.Le stelle all'orizzonte continuavano a guardarmi ed io continuavo ad ignorarle. Ne ricordo a migliaia di queste notti,. in cui la mia indisponenza si ergeva su blocchi di marmo a mirare la schiuma delle onde solleticare i frangiflutti. In cui migliaia di lumini mi guardavano le spalle ed il mio migliore amico che si chiamava Zeno fumava ancora un'altra ultima sigaretta. Quelle notti erano mostri di salsedine e vento, in cui gli occhi luminosi di un angelo dannato lenivano lembi di sogni straziati. In quelle notti mi facevo compagnia, le stelle all'orizzonte continuavano a guardarmi ed io continuavo ad ignorarle. 12 octobre GreyLine, so far.Filavo dritto. Veloce il mio sguardo contava una ad una le bande intermittenti sull'asfalto. Niente indugi, s'adda fare e basta. |
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